mercoledì 10 agosto 2011

La storia della Coppa Intercontinentale (10)

2005: NASCE IL MONDIALE PER CLUB
Dopo l’edizione “semiufficiale” del 2000 e un infruttuoso tentativo di una seconda, che avrebbe dovuto disputarsi in Spagna nell’agosto del 2001, il “vero” Mondiale Club vede la luce nel 2005.
Il Giappone ospita le sei squadre campioni continentali a Tokio, Yokohama e ovviamente Toyota City, visto che la casa automobilistica è ancora main sponsor della manifestazione. Le squadre campioni d’Europa e Sudamerica sono di diritto in semifinale, ma è chiaro che Asia, Africa, Oceania e Nord America non possono competere. Pierre Littbarski allena il Sydney United, che schiera l’ex genoano Kazu Miura, ormai 38enne e il “Calypso Boy” Dwight Yorke. Il Saprissa (Costa Rica) è guidato da Hernan Medford, ex Foggia e gli arabi dell’Al Ittihad schierano Mohammed Kallon. Tanto folklore, insomma, ma per vedere calcio vero bisogna attendere la finale. Il San Paolo di Autuori fa quadrato attorno a Rogerio Ceni e alla difesa guidata da Diego Lugano, lasciando l’ex udinese Amoroso da solo in attacco. Il Liverpool di Benitez (in lutto per la morte del padre) spinge, rimedia una traversa con Luis Garcia, ma al 27’ cade per mano di Mineiro, umile centrocampista 30 enne. A nulla valgono gli assalti dei Reds: il San Paolo fa tris di vittorie e la faccia di Gerrard, seduto a terra sconsolato, la dice lunga: tre sconfitte su tre nella storia del Liverpool.



2006: RONALDINHO BEFFATO DAL “SUO” PORTO ALEGRE
Quello del 2006, sembra un copione scritto apposta per Ronaldinho. Il talento con i dentoni, trascina il Barcellona al 4-0 sull’América Mexico di Cuauhtemoc Blanco e di Claudio “Piojo” Lopez. In finale deve solo battere l’Inter di Porto Alegre, squadra della sua città. Ma il Barça finisce nella ragnatela di Abel Braga, che limita gli esterni Zambrotta e Van Bronckhorst. Il 17enne Pato tiene in ambasce la difesa blaugurana, ma la gara volta pagina proprio quando il “Papero”, già nel mirino del Milan, esce. E’ il suo sostituto, Luiz Adriano, dopo un contrasto perso da Puyol, a suonare l’acuto che fa salire per la prima volta sul tetto del mondo l’Internacional, i cui tifosi, con berretto rosso da Babbo Natale, impazziscono di gioia. Lo sguardo di Ronaldinho rimane perso nel vuoto. Ironia della sorte, lui è di Porto Alegre, ma cresciuto nel Gremio.

2007: IL MILAN CALA IL POKER
Da sei partecipanti a sette: la Fifa, nel 2007, inserisce la squadra campione della nazione ospitante. Gli organizzatori, che prefigurano una finale di lusso tra le due squadre più titolate del pianeta, Milan e Boca Juniors.Gli “xeneizes” di Miguel Angel Russo, hanno nell’astro nascente Banega e in “nonno” Palermo gli alfieri. La Fifa impedisce il tesseramento di Riquelme, riacquistato dal Villarreal. Semifinali da pronostico, con Seedorf match-winner dell’1-0 del Milan all’Urawa Red Diamonds e Cardozo che regala al Boca la qualificazione contro la tunisina Étoile du Sahel. La finale dispensa emozioni e reti a raffica. Discesa travolgente di Kakà e Inzaghi sblocca al 21’; il futuro genoano Rodrigo Palacio, dopo un solo giro di lancette, sfugge a Bonera e fa 1-1 di testa. Ma il Diavolo stavolta fa le pentole e anche i coperchi: cannonata di Nesta al 50’, guizzo di Kakà al 61’ (con maglietta “I belong to Jesus” in bella mostra) e sigillo di Inzaghi al 71’. Finale guastato dal “rosso” a Kaladze e dall’autorete di Ambrosini (85’, su tiro di Ledesma), ma il tabellone segna 4-2. Nessuno come il Milan, quattro volte intercontinentale e con 18 trofei in bacheca.
Kakà e Inzaghi baciano la Coppa

2008: IL MADE IN ENGLAND E' SOLO RED DEVILS
A dare lustro a una delle edizioni più povere, quella del 2008, ci pensa il talento di Wayne Rooney, che pur giocando solo nell’ultimo quarto d’ora, sigla una doppietta nel 5-3 di Manchester United-Gamba Osaka, poi “griffa” la finale contro i modesti ecuadoriani dell’Ldu di Quito, complicata dall’espulsione di Vidic a inizio ripresa. Al 73’ il gol-partita dell’attaccante, un bel diagonale su tocco felpato del divino Cristiano Ronaldo. Seconda vittoria per l’unica britannica capace di imporsi in questa competizione: il Liverpool, tre finali perse, rosica...

2009: NESSUNO COME IL BARCELLONA
I tabù sono fatti per essere sfatati: ne sa qualcosa il Barcellona 2009, che riscatta le delusioni datate 1992 e 2006. La Fifa, attirata dai petrodollari degli Emirati Arabi, sposta la sede ad Abu Dhabi.
In finale, a contendere il titolo ai blaugrana di Guardiola, si rivede l’Estudiantes. Sebastian Veron sogna di emulare il successo del padre, datato 1968 e per un bel po’ la squadra di Alejandro Sabella pensa di potercela fare. Al 37’ Boselli stacca in mezzo Puyol e Abidal e fa 1-0, ma quando mancano solo 8’ alla fine, gli spagnoli acciuffano il pari grazie a Pedro, bravo a superare Albil con una palombella di testa, dopo sponda di Piqué. Forte di sette elementi delle Furie Rosse che saranno campioni del mondo in Sudafrica (Valdés, Piqué, Puyol, Xavi, Pedro, Sergio, più Iniesta in panca) e fuoriclasse come Henry, Ibrahimovic e Dani Alves, il Barça stavolta può farcela, anzi “deve” farcela: al 5’ del primo supplementare, spiovente lungo e tocco di petto di Messi per il 2-1. Catalani sul tetto del mondo e Guardiola in lacrime. Dopo 48 edizioni in 50 anni, il bilancio è di perfetta parità, 24 vittorie a testa, ovviamente non calcolando l’edizione anomala del 2000, vinta dal Corinthians. Il Barcellona chiude un 2009 irripetibile, con sei vittorie su sei competizioni a cui ha partecipato: Liga, Coppa del Re, Champions League, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europa e, appunto, Mondiale per Club. Un'impresa finora unica nella storia.

Barcellona padrone del Mondo


2010: 45 ANNI DOPO E' DI NUOVO INTER
Ancora Abu Dhabi scelta come sede del Mondiale per Club. L'Europa è rappresentata dall'Inter, che pochi mesi prima ha conquistato “il Triplete” (campionato, coppa nazionale e Champions) guidata da Mourinho. Avversari dei nerazzurri, che sono ora passati nelle mani dell'ex Liverpool Rafa Benitez, sono i messicani del Pachuca, i brasiliani dell'Internacional, i congolesi del Mazembe, gli arabi dell'Al Wahda (Emirati Arabi Uniti), i coreani del Seongnam e l'Hekari United, della Papua Nuova Guinea. Inter e Internacional entrano in scena solo dalle semifinali. Ma mentre i nerazzurri fanno il loro dovere, superando 3-0 senza difficoltà il Seongnam, l'Internacional cade incredibilmente sotto i colpi del Mazembe: 0-2. Per la prima volta così la finale non diventa un affare tra Europa e SudAmerica, ma vede in campo una rappresentante del calcio africano. L'Inter si dimostra però troppo forte e non si lascia sfuggire la Coppa: dopo 17' la pratica è già archiviata grazie ai gol di Pandev ed Eto'o. A 5' dal termine Biabiany arrotonda. A fine gara, il tecnico Benitez, già malsopportato dall'ambiente, sbotta e patron Massimo Moratti decide di esonerarlo. Ma questa è un'altra storia. L'attaccante camerunese Samuel Eto'o viene eletto miglior giocatore: è uno dei calciatori più vincenti nella storia del calcio moderno.


L'esultanza di Eto'o: uno dei giocatori più vincenti del calcio moderno

Davide Rota 
(edizione 2010 a cura di Niccolò Mello)
10 - Continua

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