mercoledì 10 agosto 2011

La storia della Coppa Intercontinentale (8)

1996: LA CONSACRAZIONE DI DEL PIERO
Di Stefano, Puskas, Pelè, Mazzola, Rivera, Platini, Gullit e Raì: otto grandi giocatori nell’ipotetico album di figurine dell’olimpo dell’Intercontinentale, volete che Alex Del Piero, talento emergente del calcio mondiale, si lasci sfuggire un’occasione come questa? Juventus-River del 1996 è piatto ricco, nel segno del doppio ex Omar Sivori. Il pronostico è incerto perché alla fortissima Juve di Lippi, pur priva di capitan Conte, infortunatosi gravemente con la Nazionale, si contrappone un River costellato di ottime individualità: non solo Francescoli, ma anche il “burrito” Ortega, il “jardinero” Julio Cruz e il cileno Salas, mentre la difesa è imperniata sul paraguayano Celso Ayala, che gioca un po’ staccato e sul mancino Sorin, che perderà un po’ per strada il suo talento.
Nel primo tempo tante occasioni fallite dai bianconeri, che in attacco non hanno più Vialli e Ravanelli, i due eroi della Coppa Campioni vinta a Roma, ma lo sciupone Boksic e Del Piero, su cui è incentrata l’attenzione dei media nipponici. Prima del momento topico, la Juve trema per un tiro-cross morbido di Ortega che scheggia la traversa. Ma a 8’ dalla fine, ecco il boato: angolo di Di Livio, svetta Zidane, che sfiora, la palla finisce a Del Piero che da posizione defilata batte Bonano in diagonale. Gol e automobile per una vittoria più che meritata, come ammette anche il tecnico del River, Ramon Diaz, ex Fiorentina e Inter.
 
Il gol meraviglioso di Del Piero al River Plate




1997: BORUSSIA SOPRA TUTTI
Ancora tanta Italia nel 1997, tra l’undicesima della Bundesliga, il Borussia Dortmund e la diciannovesima del campionato brasiliano, il Cruzeiro. Sulla panchina giallonera è stato chiamato Nevio Scala, fresco di retrocessione in B a Perugia e in campo ci sono Reuter, Julio Cesar, Paulo Sousa, Möller. Assenti Sammer e Kohler, altri due ex Serie A. Nelsinho Batista tessera appositamente per questa gara quattro giocatori in prestito, schierandone tre: il difensore Gonçalves e le punte Bebeto (campione del mondo 1994) e Donizete. In porta c’è Dida, che passerà al Milan. L’escamotage non basta perché i tedeschi, schierati con il 5-3-2 sono più organizzati. Le reti del 2-0 sono dei comprimari Zorc (34’) e Herrlich (85’), con in mezzo l’espulsione di Vitor al 67’.

1998: IL CAPOLAVORO DI RAUL
Il 1998, mentre si parla insistentemente di un restyling, offre una finale più qualitativa. Un Real Madrid nervoso (Ivan Campo e Seedorf vengono alle mani in allenamento), sfida il Vasco da Gama che, pur essendo uno dei club più popolari del Brasile, non ha mai partecipato. I carioca, allenati dall’ex capo della polizia, Antonio Lopes, arrivano in Giappone con 15 giorni d’anticipo sulla data del match.  Le “merengues”, dirette da Hiddink, che vuole riscattare il ko subito con il Psv nel 1988, impongono il loro tasso tecnico, alzato dai sette stranieri nell’undici iniziale, il portiere Illgner, i laterali Panucci e Roberto Carlos, le mezzeali Redondo e Seedorf, le punte Mijatovic e Savio. Ci vuole un’autorete di Nasa (sfortunata deviazione di testa su un fortissimo tiro-cross di Roberto Carlos) a sbloccare la gara al 24’. Al 51’ pregevole tiro all’incrocio per il pari di Juninho, dopo che Illgner aveva salvato su Luizao, ma è il 21 enne Raul, all’83’, a riconsegnare la coppa alla squadra che l’aveva vinta per prima, 38 anni dopo. Da applausi la sua rete: controllo su lancio al bacio di Seedorf, che si fa così perdonare la palla persa inopinatamente sull’azione del pari, dribbling su difensore e portiere e tiro a porta vuota.
Da Del Piero a Raul: reti da favola nella Toyota Cup...

1999: FINALMENTE INGHILTERRA
La prima volta dell’Inghilterra quando il secolo sta per finire, nel 1999. Il Manchester United di Alex Ferguson ha ragione del Palmeiras di Felipe Scolari e degli ex “italiani” Asprilla ed Evair. I verdi danno del filo da torcere e cadono solo per un’indecisione del portiere Marcos, che esce male su uno spiovente di Ryan Giggs e permette a Roy Keane (35’) di segnare il gol-partita. Dall’atra parte l’australiano Bosnich, preferito all’ex milanista Taibi, compie interventi decisivi. In ombra il tanto atteso David Beckham. La Toyota concede per la prima volta l’utilizzo di maglie sponsorizzate. Il successo del Manchester United viene però macchiato dall’ingloriosa scelta di non partecipare alla Fa Cup per sovraccarico di date: subito dopo l’Intercontinentale iniziano infatti a preparare il neonato mondiale club messo in palio dalla Fifa, in progamma a Rio de Janeiro ai primi di gennaio. La Ferguson-band fa però una brutta figura, uscendo al primo turno. Il torneo, non ancora erede della Toyota Cup, è vinto dal Corinthians.
Davide Rota
8 - Continua

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