martedì 21 febbraio 2012

George Best e Ryan Giggs

George Best
E' opinione diffusa tra i tifosi del Manchester United che il gallese Ryan Giggs sia stato l'erede del nordilandese George Best. Ma a guardare bene, i due non hanno poi avuto così tanti tratti in comune. Best è stato il campione degli eccessi, Giggs ha fatto della regolarità una ragione di vita (calcistica, s'intende...). Best è stato un giocatore discontinuo, con picchi altissimi (tra il '67 e il '68 ha vinto campionato inglese, Coppa Campioni con tanto di superlativo gol in finale al Benfica, il Pallone d'Oro e ha realizzato la bellezza di 38 reti complessive), ma anche con bruschi cali, tanto è vero che nel 1973, a soli 26 anni, la sua carriera calcistica ad alti livelli fu praticamente conclusa. Ryan Giggs, al contrario, pur non avendo raggiunto i vertici estatici di Best, ha mantenuto una continuità di rendimento spaventosa: dal 2 marzo 1991, giorno del suo debutto in Premier League contro l'Everton, a oggi che è ancora una colonna del Manchester United, sono 20 anni di calcio tutti vissuti al massimo e conditi da successi di ogni genere di trionfi: 12 campionati inglesi, 4 Fa Cup 2 Coppe Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Intercontinentale, 1 Mondiale per Club.



Ryan Giggs
Persino la fascia preferita, in Best e Giggs è diversa: il primo era un'ala destra, il secondo ha giocato praticamente sempre a sinistra. Differente è stato anche il modo di intendere il ruolo: mentre Best era un coktail ubriacante di finte (celebre quella al grande Cruyff in nazionale), controfinte, piroette e numeri tecnicamente sopraffini, Giggs ha sempre privilegiato la concretezza. Non che il gallese non fosse e non sia capace di giocate fuori dall'ordinario, ma la sua prerogativa è quella di mettere la propria classe al servizio della squadra, sempre. Per questo, quando Alex Ferguson, in queste ultime stagioni, ha avuto bisogno di Ryan in mezzo al campo, il gallese ha risposto presente, riscoprendosi a quasi 40 anni regista dal tocco illuminato e capace di offrire - anche da centrocampista centrale del 4-4-2 - prestazioni di tutto rispetto, come dimostra la Champions League 2010-2011. Nulla in comune con Best, che era invece un fuoriclasse indolente, un po' fuori dagli schemi, un individualista capace di vincere da solo quando era in vena, ma meno disposto al sacrificio collettivo.

A ben vedere, c'è un aspetto che unisce George Best e Ryan Giggs, aldilà chiaramente della maglia di club indossata: nessuno dei due ha mai preso parte a una fase finale di Coppa del Mondo. Troppo deboli le rappresentative di Nord Irlanda e Galles per consentire ai due di avere una simile opportunità... Ma per il resto, i due hanno interpretato e vissuto il calcio in un modo diametralmente opposto.
Niccolò Mello

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