giovedì 5 luglio 2012

Le migliori 10 nazionali europee

Europeo, Mondiale, Europeo. Nessun'altra nazionale del vecchio continente era mai riuscita a calare il tris consecutivo, come fatto pochi giorni fa dalla Spagna. La generazione dei Casillas e dei Piquè, degli Xavi e degli Iniesta è già mito. Abbiamo voluto qui stilare una nostra top ten delle migliori 10 nazionali europee di sempre, tenendo conto - oltre che dei risultati - anche della componente innovativa, del valore dei singoli, della continuità ai vertici.



1. UNGHERIA 1950-1956
Se il Brasile di Pelè e Garrincha è stato probabilmente il massimo come talento individuale, la Grande Ungheria (l'“Aranycsapat”, la squadra d'oro) è stata forse il meglio in quanto a organizzazione e innovazione. Per molti storici, esiste un pre-rivoluzione ungherese e un post: prima, il football era una somma di 11 giocatori, dopo è nato il concetto di squadra, con i movimenti senza palla e l'armonia collettiva. La Grande Ungheria, plasmata dal tecnico Gusztav Sebes intorno a un nucleo di campionissimi (da Puskas a Bozsik, da Hidegkuti a Kocsis) domina le Olimpiadi del '52, batte per la prima volta l'Inghilterra a Wembley (6-3, 35 tiri in porta a 5!) e resta imbattuta per 4 anni e mezzo, fino alla finale del Mondiale '54 perso contro la Germania Ovest in una finale assurda. Nel '56 l'invasione dei carrarmati sovietici a Budapest segna la fine di una squadra che diventa subito leggenda.

2. SPAGNA 2008-2012
Seconda, dietro agli invincibili ungheresi, ma se dovesse centrare anche il Mondiale 2014, beh, a quel punto, sarebbe prima d'obbligo. Il ciclo d'oro del calcio spagnolo non sembra ancora esaurito, visto che buona parte dei fenomeni della Roja ha meno di 30 anni. Prima nazionale europea a conquistare un Campionato del Mondo fuori dall'Europa, ha vinto l'Europeo 2008 con l'entusiasmo, il Mondiale 2010 con l'estro dei singoli, l'Europeo 2012 con la difesa e un'ineguagliabile prestazione in finale contro l'Italia. Da 4 anni nessuno ha ancora trovato l'antidoto per fermare le Furie Rosse.

3. ITALIA 1934-1938
L'Italia bi-mondiale di Vittorio Pozzo comincia la sua scalata verso la gloria nel '30, quando sventra gli ungheresi a Budapest in Coppa Internazionale con una tripletta dell'allora ventenne “Peppin” Meazza. Su di lui e sull'altra mezzala Giovanni Ferrari, Pozzo costruisce la squadra che vince i Mondiali del '34 in casa e quelli del '38 in Francia, unica nazionale nella storia a centrare la doppietta iridata insieme con il Brasile '58-'62. L'Italia '34 è superiore sul piano tecnico (con il decisivo apporto degli argentini Monti, Guaita, Orsi), quella del '38 è più squadra (trionfa in un clima di grande ostilità a causa della politica del fascismo) e davanti ha un cecchino infallibile come Piola.

4. GERMANIA OVEST 1972-1976
Va vicinissima all'impresa compiuta in questi giorni dalla Spagna: campione d'Europa '72, del Mondo '74 e sconfitta ai rigori nella finale dell'Europeo '76 dalla Cecoslovacchia di Panenka. Gli Anni '70 segnano il dominio del calcio tedesco, più concreto e lineare di quello olandese. Il libero Beckenbauer e il bomber Gerd Muller sono gli elementi di spicco, ma intorno a loro si sviluppa una generazione di grandissimo livello, dal portiere Maier al terzino Breitner, dal regista Overath al fantasista Netzer.

5. OLANDA 1974-1978
E' la grande incompiuta del football mondiale. Ha rivoluzionato il calcio, ma non ha vinto nulla a livello di nazionale (in compenso tra Feyenoord e Ajax il movimento orange si è portato a casa 4 Coppe dei Campioni). La versione migliore e più innovativa è quella del 1974, con Cruyff nel motore: la squadra allenata da Rinus Michels infiamma il Mondiale, però si arrende nell'atto conclusivo alla Germania padrona di casa. Nel '76 è terza agli Europei e Cruyff dà l'addio alla casacca orange. Nel Mondiale '78 arriva un altro secondo posto, dietro all'Argentina.

6. FRANCIA 1998-2000
La Francia Anni '80, capeggiata da Platini, ha forse entusiasmato di più sul piano tecnico, però è stata quella della generazione di Zidane a centrare l'incredibile double Europeo - Mondiale, come la Germania '72-'74 e la Spagna 2008-2010. Nel '98, i blues trionfano al Mondiale di casa grazie alla forza della difesa e alla doppietta di Zidane nella finale contro il Brasile. Due anni dopo in Olanda e Belgio la Francia mette le mani sull'Europeo complice il golden-gol di Trezeguet all'Italia. Ancora Zidane, all'ultima recita della carriera, trascina una nuova Francia in finale al Mondiale 2006, perso ai rigori contro l'Italia.

7. ITALIA 1978-1982
La nazionale italiana migliore del dopoguerra. Nel '78, nei Mondiali in Argentina, incanta e fa vedere il miglior calcio, ma deve accontentarsi del 4° posto. All'Europeo '80 sciupa la grande occasione casalinga. Ma nel Mundial di Spagna '82 si rifa con gli interessi: parte male e rischia l'eliminazione, quindi si riprende e schianta le migliori nazionali del periodo, dall'Argentina al Brasile, fino alla Germania Ovest. E' il punto più alto nella carriera dei vari Zoff, Scirea, Conti, Antognoni e del razziatore di gol Pablito Rossi.

8. INGHILTERRA 1966-1970
Difficile stabilire se l'Inghilterra di fine Anni '60 sia stata davvero la più forte nazionale inglese di sempre. Quasi sicuramente, però, è stata la migliore dagli Anni '40 in avanti, l'unica capace di portare i sudditi della Regina a un alloro internazionale, il Mondiale casalingo del '66. Il ct Alf Ramsey, partendo dal 4-2-4 brasiliano, arriva al 4-4-2 e arpiona il titolo malgrado le polemiche per il gol-non gol di Hurst, in finale contro i tedeschi. Dopo il 3° posto agli Europei '68, gli inglesi sognano il bis iridato a Messico '70, ma la Germania si prende la rivincita nei quarti rimontando da 0-2 a 3-2 nei supplementari.

9. GERMANIA OVEST 1990-1992
Sfiora la doppietta Mondiale - Europeo: dopo aver vinto il Campionato del Mondo del '90 in Italia, la Germania Ovest arriva in finale a Euro '92 convinta di conquistare un nuovo alloro: i tedeschi devono però arrendersi alla rivelazione Danimarca. Squadra solida, concreta e che può contare in mezzo al campo su un vero fuoriclasse come Matthaus - uno dei migliori centrocampisti del dopo-guerra - è però inferiore, sul piano tecnico e della personalità alla Germania Anni '70.

10. AUSTRIA 1931-1937
Chiudiamo questa carrellata con un omaggio all'Austria “Wunderteam”, che è un po' la capostipite del calcio totale, che avrebbe in seguito influenzato l'Ungheria, l'Olanda e oggi la Spagna. L'allenatore Hugo Meisl costruisce una squadra che nei primi Anni '30 è di fatto la portabandiera del gioco d'attacco, armonioso e bello da vedere: imbattuta per 14 partite, l'Austria vince la Coppa Internazionale del '32 e ai Mondiali '34 si arrende in semifinale all'Italia solo per un gol irregolare di Guaita. La morte di Meisl nel '37 e l'Annessione alla Germania nazista cancellano quella meravigliosa squadra, che era formata in buona parte da calciatori di origine ebraica.
Niccolò Mello

Nessun commento:

Posta un commento