martedì 6 gennaio 2015

Chris Bower presenta: “Roger Federer il grande”




È l’aggettivo “grande”, già di Alessandro il conquistatore, quello che meglio si presta a definire Roger Federer. La biografia di Chris Bower - curata dalle Edizioni Mare Verticale - offre un ritratto completo dello svizzero, dove la crescita e la maturazione dello sportivo e dell’uomo si intrecciano permettendo di cogliere appieno la personalità del campione.

La carriera del fuoriclasse del tennis viene ripercorsa  sin dai primi momenti, quando - raccontano i suoi insegnati - un iperattivo Federer correva dietro a qualunque palla a prescindere dallo sport: ping-pong, tennis, basket, calcio.

Un amore, quello per il tennis, trasmessogli dai genitori e perfezionato grazie ai suoi allenatori Seppli Kakovski e Peter Carter del TC Old Boys.
Una crescita non sempre facile, anzi graduale rispetto ad altri fenomeni della racchetta, ma continua. Tra i momenti chiave della sua carriera c’è sicuramente il successo, a 19 anni, nel 2001, su Sampras nel ‘tempio’ di Wimbledon. Nelle parole del campione americano si rintraccia un autentico attestato di stima ed un simbolico passaggio di consegne: “Ci sono molte giovani promesse, ma Roger è più che speciale. Ha un ottimo gioco completo, come me non è troppo emotivo ed è un grande atleta”.
La consacrazione definitiva arriva con la conquista del primo torneo del Grande Slam a Wimbledon 2003, un torneo dominato con un solo set ceduto agli avversari.
Da quel giorno il fenomeno svizzero è passato da una vittoria all’altra, ha attraversato momenti di appannamento e calo, per tornare poi a sorprendere.
Ha recentemente conquistato, con la sua nazionale, dopo 15 anni di ‘inseguimento’, la tanto desiderata coppa Davis. Un successo che va ad arricchire un palmares incredibile dove risplendono: 17 tornei del Grande Slam e 302 settimane da numero 1 del ranking mondiale. L’ultimo tabù si chiama oro olimpico, in singolo. Un obiettivo che Federer conta di raggiungere ai prossimi giochi olimpici di Rio de Janeiro.
Becker, Edberg e Sampras i giocatori a cui il giovane Federer guardava con ammirazione, specie per il rovescio giocato a una mano in maniera tradizionale. Ma lo stile del campionissimo svizzero sottolinea Bower è unico, e la sua forza risiede nella ricchezza di soluzioni e nella varietà di colpi a sua disposizione. Questo immenso bagaglio tecnico gli ha permesso di aggiornare i record del tennis e di scrivere pagine memorabili specialmente con il suo grande avversario-amico, Rafael Nadal. Una competizione che ha offerto agli amanti della racchetta, orfani di Sampras-Agassi, tanti avvincenti e indimenticabili match e la più grande rivalità della storia del tennis maschile.



di Alessandro Sartore

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